I want to believe

Iniziamo parlando di Paradise Ranch.

Non mi riferisco a mandrie di cavalli, assalti alle diligenze o sceriffi, ma a paesaggi incontaminati che si estendono a perdita d’occhio, interrotti solo da speroni rocciosi e canyon sottili, troppo estremi per essere sfidati dalle comunità umane, perfetti per nascondersi. Questo deve aver pensato la CIA quando nel 1955 decise di trasformare un campo di addestramento per l’aviazione situato nei pressi di Groom Lake, Nevada, nella meno segreta tra le basi segrete della storia americana: l’Area 51 — nome in codice Paradise Ranch.

Leggende di ogni tipo sono nate attorno a questo complesso militare, che recentemente è tornato a fare notizia grazie alla pubblicazione di documenti governativi non più soggetti al segreto di stato. Partendo da innumerevoli ma banali avvistamenti UFO si è arrivati fino a produrre improbabili riprese di autopsie aliene, non facendosi nemmeno mancare il lusso di una gola profonda dal nome accattivante — Bob Lazar. Tuttavia, le recenti documentazioni fornite dal National Security Archive hanno rivelato come l’assidua frequentazione della zona da parte di astronavi aliene non fosse altro che una distorta interpretazione dei test su un prototipo di aereoplano-spia, denominato U-2, lo stesso tipo di velivolo che nel ‘62 avvistò i missili russi a Cuba.

Se da questa parte dell’oceano Atlantico è facile lasciarsi suggestionare dalla mitologia ufologica, che ormai ha assunto connotati quasi folkloristici, spostandoci di 9000 chilometri e sostituendo il deserto con l’area pedemontana di Aviano, provincia di Pordenone, l’idea di vedere un disco volante attraversare il letto del Tagliamento è una delle ultime che possono venire in mente.

Purtroppo non è così per tutti.

Questa storia inizia il primo luglio 1977, sono le tre del mattino e un grande oggetto luminoso viene avvistato al di fuori del perimetro della base USAF. Un forte ronzio accompagna il fenomeno e disturba il sonno di alcuni abitanti della zona, che riescono ad avvistare l’inquietante presenza prima che si dilegui volando verso le montagne.

È questo l’episodio che darà inizio all’epopea aliena in Friuli, capitanata dal controverso prof. Antonio Chiumiento, sedicente ufologo salito alle cronache nel febbraio 2012 per l’avvistamento dell’alieno di Mortegliano, ma già famoso nell’ambiente per la pubbicazione di diversi libri sull’argomento. Il professore infatti, in più di 25 anni di ricerca, ha raccolto un grandissimo numero di testimonianze sulla presenza di esseri viventi extraterrestri nella nostra regione, prima tra tutte quella di un ragazzo che afferma addirittura di aver fatto un tour del sistema solare con i cosiddetti “grigi”.

L’ufologia in questi casi diventa sinonimo di una parola che purtroppo si sente troppo poco spesso: complottismo.

Quando una teoria combina elementi “illogici” con la mancanza di prove, ci si riferisce a essa come a una forma di complottismo, descrivendo con tale espressione un punto di vista del mondo che interpreti praticamente tutti i più importanti eventi e le tendenze della storia come il risultato di cospirazioni segrete. (*)

Il fenomeno ha origine negli Stati Uniti, ma negli ultimi anni si è diffuso in tutti i paesi occidentali andando ad influenzare una determinata parte della popolazione. Varie ricerche (*) mostrano infatti che i soggetti più vulnerabili alle teorie di complotto sono quelli con bassa autostima, in difficoltà economiche o sociali. Queste persone ricercano spiegazioni semplicistiche e passionali agli eventi che mettono in crisi il loro sistema di credenze e valori, zittendo il senso critico e incasellando più avvenimenti possibili in una struttura di convinzioni senza fondamenta logiche.

Questo sistema di ragionamento risulta facilmente influenzabile da persone con secondi fini che sanno come fare leva sulle debolezze altrui. Esso può essere indirizzato verso atteggiamenti xenofobi e razzisti profondamente pericolosi, o più in generale sfociare in comportamenti cinici e distaccati, a volte patologici, causati dal sentimento d’impotenza che permea la mente del complottista.

In conclusione, un complottista è molto peggio di quanto possiate immaginare.

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