Brutta intervista a un brutto Jovanotti

Domenica mattina su La Stampa è uscita un’intervista a Lorenzo Cherubini, al secolo Jovanotti, di Massimo Gramellini. Per chi non lo conoscesse quest’ultimo è l’omino con occhiali e calvizie che l’anno scorso teneva settimanalmente una decina di minuti di predica indignata e buonista dalla poltrona di Fazio, a Che Tempo Che Fa. Voglio premettere che al sottoscritto Jovanotti risulta piacevole all’ascolto come la telefonata interminabile alla madre del tuo vicino di treno quando la sera prima hai bevuto due bicchieri di troppo e vorresti solo dormire. Tuttavia non siamo qui a parlare di gusti musicali, c’è chi ne ha di buoni e chi no, c’è poco da fare: veniamo al dunque.

L’articolo si pone direttamente nel filone narrativo delle interviste fintamente impegnate, o “alla cazzo”, come preferisco chiamarle io. Quelle per cui ci si ritrova a fare domande di politica e società ad un cantante/attore, argomenti su cui lui non ha un’opinione precisa e riesce solamente a riportare idee banali o alla moda, già sentite altrove. L’intervistatore poi assembla l’articolo selezionando le risposte più filosofiche e sensazionali al fine di far trasparire il messaggio da lui voluto. Il risultato è quasi sempre quello di far apparire un perfetto idiota l’intervistato e accrescere l’astio verso la testata giornalistica che pubblica tale scempio. Se poi l’intervistato è davvero un idiota, il livello di ilarità diventa tale da dare fastidio.

In questo caso Gramellini ha iniziato indagando sul ruolo da showman di Jovanotti, reduce da un tour inspiegabilmente ben riuscito, per finire estorcendogli opinioni politiche sul governo e, chiaramente, su Matteo Renzi. Apro una piccola parentesi sul fatto che Renzi, dopo una breve pausa estiva, tornerà sicuramente al centro della bufera politico-mediatica e questa intervista pare proprio essere una delle prime avvisaglie di maltempo. Ahinoi.

Le opinioni politiche sui massimi sistemi entrano in ballo già alla terza domanda, dove il Jova risponde: «Avevo un babbo anticomunista e una zia del Pci. Sotto casa c’erano un ritrovo di fasci e uno di comunisti. A me piacevano le moto dei comunisti e le scarpe dei fascisti ». I peli delle braccia dovrebbero drizzarsi nel leggere queste parole, ma Gramellini, da giornalista navigato, gli fornisce una via di fuga dalla banalità:

d: Ti daranno del superficiale.

r: Non è un insulto. La superficie delle cose è come la pelle dell’uomo: rivela molto.

Ci si trova così drasticamente davanti alla figura del guru tanto amata dagli uomini per bene del centrosinistra: ogni movimento deve avere un ideologo per avere successo, come il Movimento 5 Stelle ha Grillo e Casaleggio, noi dobbiamo avere Jovanotti. Compito del guru è trasmettere le idee che stanno alla base del suo pensiero attraverso esempi semplici e all’apparenza banali, ma in realtà profondi e suggestivi. Jovanotti invece sembra riuscire a trasmettere solamente idee superficiali e semplicistiche (comunismo = fascismo), facendosi scudo con il dubbio ricorso alla bellezza della superficialità. L’intervista procede in crescendo : dopo un attuale scambio sulla produzione discografica del ’96-’97 e dopo un paio di citazioni da Dante e dal Cantico dei Cantici, tanto per levare ogni dubbio sulla bontà del personaggio ai cattolici praticanti, si passa alla parte veramente rilevante dell’intervista.

d: Ce la possiamo davvero fare?

(Continuo io, riassumendo.)

Chiaro che sì! Dobbiamo diventare meno conservatori, rinnovarci, crederci e cambiare!

Ok, ho afferrato il concetto, ma in pratica?

Bisogna cambiare le facce della politica! Via i vecchi, dentro i nuovi, quelli famosi, tipo Baricco!

Uhm, dici sul serio?

Certo che sì! Chiaro che non voglio la rivoluzione dei « Barbudos », ma qualcuno che faccia da mediatore tra i vecchi e il nuovo, mica si può stare a parlare solo di Imu, sennò la gente si stufa!

Cioè una faccia famosa che sappia sorridere e far felici, poi alle cose serie ci pensa chi ha esperienza?

Esatto, scrivila pure cosi!

Ok dai, è chiaro che siamo arrivati fin qua per parlare di Renzi, quindi dimmi cosa ne pensi, così metto le anticipazioni nel sottotitolo e facciamo una vagonata di click sul sito…

Renzi è il Bene! Ha la Visione! Peccato per il discorso ad Amici, che era un po’ moscetto. Se solo quei fifoni del PD l’avessero fatto candidato avrebbe vinto le elezioni a mani basse e adesso andrebbe tutto meglio. Ma cosa vuoi che sia, quelli hanno paura delle scarpe nuove, ascoltano musica vecchia…

Ottimo! Adesso però dobbiamo cercare di legittimare la tua figura di ideologo di sinistra citando un po’ di nomi famosi, ne hai qualcuno per me?

Gesù!

Perfetto!

Se vuoi ti racconto anche un paio di cose sulla mia idea di crescita ed ecologia.

Vai pure, al massimo taglio.

Allora, hai presente quando sei in aereo sopra l’Africa e vedi tutti quei territori vuoti? Ecco, io mi chiedo che senso hanno, perché non li riempiamo…tutte queste idee del rispetto della natura, dell’ecologia sono cazzate colossali. La natura è bella quando è sotto controllo, dobbiamo solo capire come farlo bene, e via! Si cresce a dismisura, tanto c’è spazio! Pensa che figata essere 8 miliardi!

Beh, d’accordo, però non sono del tutto convinto che siano cose da dire al nostro pubblico…

Perché non mi segui! Anche tu manchi di visione! Ti faccio un esempio bello di sinistra, così ti togli ogni dubbio! Hai presenti le favelas ai lati dei quartieri ricchi? “Che schifo!” dirai tu, sono l’esempio dell’aberrazione della società moderna! Io ti dico che invece sono una cosa bella! È stupendo che i poveri possano rendersi conto di quanto siano out prima di conquistare la top10 della classifica musicale del loro paese, è una storia di formazione bellissima!

Ok, lasciamo stare, che secondo me i lettori faranno fatica a seguirti…

Torniamo alla politica? È che mi sento poco preparato sulla sinistra. Ti dirò, a me Berlusconi in fondo sta simpatico, vorrei stare simpatico alla gente come riesce a fare a lui con quelli che lo votano!

E di Grillo cosa ne pensi?

È forte! Peccato sia grasso e con i capelli grigi, non ha appeal, non ti viene voglia di cambiare il mondo guardandolo!

Sono d’accordo! Bene dai, penso di avere abbastanza materiale, ma finiamo con una domanda banale, così ci ricordiamo che in fondo sei un musicista! Scrivi prima i testi o le musiche?

Boh, io faccio scena, ogni tanto ho un’idea, ma ci sono quelli che fanno tutto per me, li pago bene.

Scontato. E ora?

Adesso me ne vado a vivere in America, dirò che voglio provare emozioni nuove, ma siamo d’accordo tutti e due che vivere qui sia una bella merda, non trovi?

Effettivamente…beh, grazie!

Finito il riassunto. Ci avete capito qualcosa? Io sinceramente non molto: mi sono trovato davanti a opinioni confuse, deformi e scontate, che raffigurano una realtà fiabesca o alla meglio edulcorata, il tutto contornato da provocazioni buonisticamente ammiccanti da parte di un giornalista che ritiene che il suo compito sia educare piuttosto che informare. Mi aspettavo si parlasse di musica e di cultura del divertimento, su cui Jovanotti avrebbe sicuramente qualcosa di interessante da dire, invece ci si trova davanti ad un miscuglio di informazioni creato per ribadire concetti cari solo ai seguaci del gossip politico e alle folle in cerca di un idolo da santificare sull’altare dell’anticonformismo spicciolo. È l’esempio di un’intervista che non voglio leggere, e che non vorrei nemmeno trovasse spazio su un giornale. Nel giornale che vorrei, lo spazio ce l’ avrebbe piuttosto un’intervista a Povia, che risponderà con lo stesso tono allucinato, ma almeno non verrebbe scelto come colonna sonora della prossima campagna elettorale del PD, ma al massimo come quella di Forza Nuova.

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Dopo tutto questo, scopro ora che Jovanotti ha passato una prima serata su Rai1. Bene.

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Oggi è uscita un’intervista a Vecchioni, che di opposto a Jovanotti non ha solamente il nome.

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